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America 2016: tra Trump, Sanders e la Clinton potrebbe spuntare Bloomberg

L’unica certezza: nulla può essere dato per scontato e men che mai prevedibile. Da un lato Donald Trump, che appare inarrestabile nel campo dei conservatori e verso il quale i Repubblicani non sembrano ormai più in grado di frapporre una valida alternativa. Dall’altra parte della barricata Bernie Sanders, l’outisder che promette battaglia ad Hillary Clinton sino all’ultimo voto nel recinto Democratico.

Quante chance avrebbe un candidato indipendente, seppur sorretto da una notevole forza economica e popolarità, per insidiare concretamente i candidati dei due maggior partiti?

C’è spazio per un autorevole e forte candidato indipendente nella corsa alla Casa Bianca? Voci insistenti da Wall Street, ma non solo, continuano a far rimbalzare l’ipotesi di una discesa in campo di Michael Bloomberg. Il magnate statunitense ed ex sindaco di New York potrebbe non resistere alla tentazione di candidarsi come indipendente, a maggior ragione se i risultati definitivi delle primarie e delle convention spariglieranno i pronostici. Quante chance avrebbe un candidato indipendente, seppur sorretto da una notevole forza economica e popolarità, per insidiare concretamente i candidati dei due maggior partiti?

C’è spazio per un autorevole e forte candidato indipendente nella corsa alla Casa Bianca?

Il precedente di Ross  Perot è senza dubbio incoraggiante ma ancor di più appaiono, nell’ottica di tale scenario, le indicazioni dell’elettorato americano. Il voto di protesta, o perlomeno la ricerca di qualcosa di ‘alternativo’, appare come un messaggio perlomeno evidente. Se a sfidarsi, ipoteticamente, dovessero essere Sanders e Trump, Michael Bloomberg punterebbe con decisione al centro moderato o comunque a pescare tra gli elettori delusi di entrambi gli schieramenti.

Il precedente di Ross  Perot è senza dubbio incoraggiante ma ancor di più appaiono evidenti le indicazioni dell’elettorato americano.

Dallo staff dell’ex sindaco di New York nulla trapela allo stato attuale, di certo l’andamento delle primarie Democratiche e Repubblicane viene monitorato anche in funzione prospettiva. La schiacciante vittoria di Hillary Clinton in South Carolina ha ulteriormente alimentato la nebbia dei pronostici.

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