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Taxi Driver, i primi 40 anni del film cult sul post-guerra del Vietnam

40 anni fa Martin Scorsese firmava uno dei suoi innumerevoli successi, Taxi driver. Il film racconta la storia di Travis Bickle (Robert De Niro), un reduce del Vietnam che vivacchia facendo il conducente di un taxi. Tuttavia non è felice della sua vita, ma soprattutto non è felice del male e delle brutture che lo circondano e che è costretto a vivere ogni giorno sulla sua pelle.

Oltre a consacrare definitivamente Robert De Niro come stella di Hollywood, il film lanciò anche una giovanissima Jodie Foster. Una scena cult del film è quella in cui Bickle, tassista depresso che soffre di insonnia, parla con se stesso guardandosi allo specchio con la frase diventata un cult del cinema: “Ma dici a me? Ma dici a me? Con chi credi di parlare?”.

Il film fu girato nelle strade di New York, dove la violenza soprattutto di notte era quasi palpabile. Fu uno dei primi film che affrontò con cruda e brutale realtà il problema dei reduci del Vietnam, molti dei quali dopo gli orrori visti in guerra faticarono a reinserirsi nella società.

Bickle per ripulire il marcio dalle strade in cui vive pensa di assassinare un senatore, per poi ritrovarsi coinvolto in una sparatoria per salvare una baby squillo. Un giustiziere che cammina sul filo del rasoio a metà tra il confine di un eroe urbano ed un pericoloso rifiuto della società: una pietra miliare del cinema hollywoodiano.

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