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Ricerca medica

My Voice, l’app che ridà voce ai malati di Sla

Ricerca medicaL’app My Voice è stata messa punto dal centro clinico Nemo ed è rivolta sia a persone che a causa di alcune patologie neuromusoalri perdono la capacità di parlare e sia  a chi voglia lasciare un ricordo vocale ai propri cari.  Il progetto si chiama “Una banca per la propria voce” ed ha come obiettivo quello di migliorare la vita dei pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica.

In tal senso così ha spiegato Alberto Fontana, presidente del Centro Clinico NeMO: “Al Centro Clinico NeMO siamo consapevoli che offrire alle persone con malattie neuromuscolari le migliori condizioni di assistenza e cura significa anche essere un canale in cui l’innovazione, farmacologica e tecnologica, possa essere resa accessibile ai pazienti. Conservare la propria voce anche nelle fasi più avanzate della malattia consente ai pazienti di preservare la propria identità e personalità e di continuare a condividere le proprie emozioni con i familiari, anche nel momento in cui la malattia impedisce di comunicare con l’esterno se non attraverso strumentazioni artificiali”.

La SLA, o sclerosi laterale amiotrofica è una patologia di cui si parla poco ma che stando agli ultimi dati disponibili, nei prossimi anni colpirà sempre più persone.

A metterlo in evidenza una ricerca condotta dal dottor Adriano Chiò, del Centro Sla delle Molinette di Torino, e dal collega Bryan Taylor, del National Institutes of Health di Bethesda.

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